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Musica e Incanto nella Pieve di San Giovanni in Galilea

14 agosto 2021. È la notte della Suite Notturna: il Museo Renzi di San Giovanni in Galilea
ripropone nella sua Pieve la seconda edizione di un connubio di musica, parole, cibo ed
emozioni. Il protagonista della serata è Davide Tura, eclettico pianista e compositore riminese.

La Pieve

Un’aria amabile lascia il posto al caldo opprimente di questo agosto 2021.
Il cielo è punteggiato di stelle, lontano dalle luci artificiali del paese. Gli alberi incorniciano la storia di un luogo che fa emergere dalle sue rovine una storia antica. Gli scavi archeologici del 1970, in località “La Piva”, portarono alla luce le fondazioni dell’abside circolare di un’antica Pieve Bizantina, crollata in seguito ad una frana all’inizio del XVI secolo.
L’archeologa Chiara Cesaretti scrive: “La Pieve, costruita tra il VI e VII secolo, doveva essere simile a quella di Santarcangelo, con abside rivolta a oriente e a navata unica (…)”. Poco dopo il crollo della Pieve Bizantina fu edificata, accanto ad essa, la “pive Nova”, franata a sua volta il 22 maggio del 1742 e abbandonata. Nel 2004 furono ripresi gli scavi, questa volta per riportare alla luce i ruderi della “Pieve Nova”. Scrive ancora la Dott.ssa Cesaretti: “All’interno della navata, sotto al pavimento ormai scomparso, vi sono quattro ossari in muratura, coperti da una volte a botte, uno dei quali dedicati a infanti e bambini.”
(Dal libretto “La Pieve di San Giovanni in Galilea”, a cura dell’Arch. Massimo Bottini. Per una storia esaustiva della Pieve, si può consultare il volume del Prof. Michele Gaudio, “San Giovanni in Galilea”. Verucchio 1997).

Sapori e vini di una terra viva

Stendo la mia coperta sul prato. Il borgo di San Giovanni guarda il panorama dall’alto. Si fa amicizia col luogo, con la comunità dei partecipanti, col gruppo dei musicisti, con le persone dello staff. Le luci del giorno scemano. Arrivano i prodotti dell’Osteria di Confine di San Giovanni in Galilea, un menù gourmet a scelta tra vegetariano e non. La mia pietanza preferita sarà la ricotta coi fichi caramellati, insieme alla crema bianca di mascarpone e pesche. Su un banco di alluminio la Cantina Muratori di Borghi dispone i suoi vini: tra gli altri il trebbiano che si chiama “Cantarel”, forse in onore al bel canto che seguirà. Io accompagno la mia cena col bianco frizzante “e Rof”. Gli amici bevono il sangiovese “Poulon”, perché a loro piace il rosso. Il gusto e gli aromi della Romagna trasformano la Suite Notturna in un’esperienza multisensoriale.

Un’intervista a Davide Tura

Mentre tutti cenano, intervisto Davide Tura, l’artista che renderà indimenticabile la serata. Gli chiedo perché ha scelto come tema musicale “I meravigliosi dialoghi tra Lucio Dalla e Federico Fellini”,una nota conversazione radiofonica che i due artisti tennero su Rai 2 nel 1990. Davide Tura: “Quando i due artisti entrano in contatto si crea una sorta di cortocircuito perché vengono fuori veramente la visionarietà e l’ecletticità di entrambi. E viene fuori nell’ambito privato (…) e finalmente ti raccontano per davvero cosa pensano, cosa vorrebbero fare nella loro vita”.
Cerco di capire come Davide ha scelto di far dialogare questi personaggi e cosa ne ha tratto. Cita Fellini. “Leggere questi dialoghi (…) ti dice qualcosa di importante: che la musica va rispettata. (…) Di trattare la musica con un rispetto quasi sacrale, come nello spazio religioso di questa Pieve”. “E d’altro canto, la direzione netta che Lucio dà verso la musica, mi fa capire che a volte abbiamo bisogno in maniera esagerata di qualche ispirazione, fuori dal processo quotidiano nel quale ci muoviamo. (…) Anche a me spesso capita questo, di avere un percorso che cerca un flusso espressivo e lo trova in situazioni inaspettate”.
Questa intensa chiacchierata si chiude col racconto di come nasce S(ottrazioni), il suo nuovo album. E chiosa su quanto sia importante la didattica per dare passione e speranza alla nuova generazione di artisti che lui stesso prepara.

Davide Tura

Musica e Parole

È buio, giocano con la notte solo le luci colorate del palco e i faretti posizionati per creare atmosfera. Davide Tura siede al pianoforte, accompagnato dai musicisti della Virgilio Ensemble. “Musica e Follia” e “Musica e Inconscio” sono i primi due circuiti musicali ispirati alla tradizione felliniana.
Cerco le stelle cadenti, ascolto “The Peace Patrol” di Chaplin, “Alla ricerca della Titina” di Daniderff, “I clowns” e “La saragina Rumba!” di Nino Rota.
“Musica e Sogno”, che rimanda più al mondo artistico di Lucio Dalla, accompagna gli spettatori al sonno. “L’anno che verrà” e “Tu non mi basti mai” mi commuovono, portano a galla sogni e ricordi. “Amarcord” e “La passerella di Otto e mezzo” ci trasportano nel mondo onirico felliniano. Non c’è solo la musica. Ci sono anche le parole dei due autori, tratte da “I meravigliosi dialoghi tra Lucio Dalla e Federico Fellini”. Si proiettano su uno schermo bianco la paura che Fellini avevadella musica, il suo rapporto misterioso e stranissimo con quest’arte, che nella vita privata poteva portarlo alla malinconia, mentre riusciva a contenerla con più coraggio nella sfera lavorativa, quella dei suoi capolavori cinematografici. E la passione di Lucio Dalla per la musica come “un’enorme, ambigua, e traditrice consolazione”. Come una cosa che lo rendeva vivo quando sapeva che la stava componendo per gli altri (“vengo attivato dal pensiero che in questo momento la mia canzone la stanno ascoltando a Crotone”).

Gli orchestrali

Il risveglio

All’alba, Davide Tura, suonerà al pianoforte i brani di S(ottrazioni), il suo nuovo album, per accompagnare al risveglio chi ha passato la notte nella Pieve, chiudendo questo cerchio magico. L’alba è l’essenza del giorno. Il principio, l’inizio. Il momento semplice e puro che ci introduce di nuovo alla vita. La stessa semplicità che Davide Tura ha voluto riportare nei brani di “S(ottrazioni). Ne parla così: “L’album ha un tema che dura poco, due minuti, una cosa molto essenziale. Volevo che facesse capire che bastava quello per creare una raccolta di brani e dimostrare a me stesso che non occorreva aggiungere sempre nuovo materiale ma riflettere su quello che avevo già”. Rifletto su quello che ho. La melodia mi conduce alla dimensione più essenziale di me stessa e mi riporta a casa con quel senso di pace di chi è tornato, per un attimo, un po’ bambino.

L’alba

Credits: Foto di Luca Nicoli

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